Amici del Museo Civico Archeologico di Bologna - Esagono

Associazione Culturale fondata nel 1964

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Editoriale del Presidente (2° parte)

Tratto dal Notiziario n°15 (Gennaio/Marzo 2014)

 

Come ricordato nell'articolo pubblicato in data Martedì 7 Gennaio 2014, l'Editoriale di questo numero del Notiziario era suddiviso in vari interventi.
Nello scorso articolo avevamo letto quanto scritto dal Presidente Giandomenico Belvederi e da tre dei nostri Consiglieri; ora potete leggere quanto scritto da altri due rappresentanti del Consiglio Direttivo.
La scelta di pubblicare questi scritti solo ora, è dovuta al fatto che sono pertinenti ad eventi dell'attuale programmazione culturale associativa.
Buona lettura.

 

Giusto Domenica sono stato ad Arquà Petrarca, a visitare la casa del Poeta. Scorrendo gli eventi della sua vita mi sono venute spontanee alcune considerazioni che voglio condividere con voi. Petrarca è stato il primo grande intellettuale “sradicato”, nato lontano dalla terra di origine (come lontana era allora Arezzo da Firenze). Passato subito ad Avignone, seguiva il padre che era alla ricerca delle briciole di ricchezza che seguono lo spostarsi dei Grandi Poteri. Morì lontano da Firenze, ricco di fama e sufficientemente agiato per poter svolgere in piena autonomia la sua Professione, la più bella e difficile de mondo, se ben fatta. Le Rivoluzioni nascono dagli intellettuali. Senza il Petrarca non potemmo capire il Rinascimento. Così come senza la Scuola Romana di fine duecento e la sua mediazione del grande Giotto non potremmo capire come le immagini figurative cessano di parlare per simboli nel tentativo di ravvicinarsi alla raffigurazione “reale” del mondo. Senza gli Intellettuali come Petrarca, dicevo, l’Umanista, ovvero il libero uomo sotto un libero cielo, non avrebbe potuto vedere la luce. Questi Uomini passarono attraverso immani catastrofi naturali, crisi e rinascite economiche, pensando sempre ad un mondo diverso, sicuramente migliore. Bastava crederci ed anche il Dio Cristiano poteva diventare il Dio sincretista degli ambienti neoplatonici che tanto vicino erano, in alcuni momenti, al Papato (e dal quale, successivamente, furono rapidamente spazzati via). Senza tutto questo non avremmo la Cappella Sistina, o la Madonna Sistina, o il Codice Atlantico. Senza questi oggi non saremmo come siamo e forse neppure esisterebbe il nostro Museo Archeologico, che vede nel culto della Antichità del Petrarca il primo seme. Quest’anno che viene lo dedichiamo al Rinascimento, di cui racconteremo parti minori, lontane dai Grandi Temi, ma forse utili a mostrare le analogie tra quel tempo ed il nostro, e a farci immaginare “la luce fuori dal tunnel”.

Emanuele Ambu


Vi sarete accorti sicuramente che ormai, sia sui canali nazionali, sia privati, siamo ossessionati da cuochi o presunti tali che danno ricette e cuociono in diretta; allora la mia idea di fare una lezione sulla gastronomia delle grandi Famiglie del Rinascimento potrebbe sembrare superata, ma ricordiamoci che le scelte alimentari sono dettate dal tipo di società della quale si fa parte. La cucina ci offre una chiave di lettura, facendo luce su aspetti economici, sociali, culturali. Del resto come esistono i giacimenti culturali, parimenti vi sono quelli enogastronomici che cerchiamo di onorare nei nostri viaggi.

Anna Maria Cucci