Amici del Museo Civico Archeologico di Bologna - Esagono

Associazione Culturale fondata nel 1964

Messaggio
  • EU e-Privacy Directive

    This website uses cookies to manage authentication, navigation, and other functions. By using our website, you agree that we can place these types of cookies on your device.

    View Privacy Policy

    View e-Privacy Directive Documents

    You have declined cookies. This decision can be reversed.

Il "Progetto K"

Gli Amici del Museo Civico Archeologico di Bologna - Esagono, dopo il successo dell'“Operazione Restauro”, hanno deciso di partecipare al “Progetto K” del Museo Civico Archeologico, al fine di riportare all'antico splendore una kylix di produzione attica (illustrata qui sotto da Laura Minarini). Chiunque può aiutare alla riuscita del progetto, partecipando attivamente alle due conferenze ed alla raccolta fondi:

Sabato 27 Settembre ore 17: Presentazione del "Progetto K" e relativa raccolta fondi. Al termine vi sarà un'esibizione del Coro Athena ed una cena a buffet. A cura di Paola Giovetti, Laura Minarini e Giandomenico Belvederi.

Martedi 4 Novembre ore 17: Presentazione del restauro in corso d'opera, a cura di Laura Minarini e di Paolo Nadalini.

 

Un gioiello della collezione greca del Museo: la Kylix con imprese di Teseo del Pittore di Kleophrades

Tratto dal Notiziario n°17 (Settembre2014/Marzo2015 - Speciale 50 anni di Associazione)

La collezione di ceramica greca del Museo Archeologico annovera circa 200 vasi di produzione attica, offrendo un ampio excursus delle fabbriche ateniesi, sia nella tecnica a figure nere che a figure rosse; accanto a vasi di piccole dimensioni e di fattura corrente si distinguono opere in cui la qualità tecnica ed artistica è piuttosto alta, soprattutto ad opera delle attente scelte effettuate sul mercato antiquario ottocentesco da Palagio Pelagi, la cui collezione è il nucleo più corposo della raccolta di antichità greche. Il pittore bolognese si dedicò con particolare meticolosità all’acquisto delle ceramiche attiche, scelte soprattutto per la forma e per la bellezza del disegno, avvalendosi anche dell’aiuto di prestigiosi consulenti quali Eduard Gerhard. E proprio l’archeologo tedesco fu l’intermediario per l’acquisto della bella kylix a figure rosse ritraente le imprese di Teseo proveniente dagli scavi di Vulci che Palagi riuscì ad ottenere, insieme a numerose ceramiche etrusche, dalla vendita della Collezione Borselli di Sarteano.

Questa coppa, prodotta nelle botteghe ateniesi, è attribuita alla mano di Kleophrades, uno dei più noti pittori del tardo arcaismo, allievo di Euthymides, e tra primi ceramografi a utilizzare su vasta scala la tecnica a figure rosse. Le sue opere, risalenti ai primi trenta anni del V secolo a.C., rappresentano il momento di consolidamento dopo la fase di sperimentazione e innovazione della generazione passata, quella dei pionieri delle figure rosse. A Kleophrades sono attribuiti circa 150 vasi, di cui solo 12 sono coppe, e tra queste quella del Museo di Bologna è particolarmente importante , soprattutto per il tema della raffigurazione, tutta incentrata sulle imprese di Teseo.

La porzione interna della vasca è occupata, nel medaglione a meandro, dalla più nota delle imprese dell’eroe ateniese: la lotta con il Minotauro, il mostro custode del labirinto cretese; sull’esterno della vasca si alternano invece, da un lato i combattimenti con i giganti Kerkyion e Prokustes e dall’altro la vittoria sul toro di Maratona e sul brigante Skyron.

La vera protagonista di quest’opera è dunque Atene, simboleggiata dal suo eroe Teseo, caricato di un valore propagandistico, quale simbolo della democrazia ateniese, a paradigma del ruolo rivestito dalla città nella vicende della Grecia.

La qualità del disegno, la sapiente composizione e le valenze mitico-simboliche della raffigurazione fanno di questa coppa una delle opere più interessanti e preziose della Collezione Greca del Museo; il suo stato di conservazione è tuttavia ora piuttosto precario, soprattutto a causa del restauro ottocentesco, che non ha sopportato il viaggio fino a Parigi, dove la coppa è stata esposta per cinque mesi in una grande mostra sugli Etruschi al Musée Maillol: “Étrusques. Un Hymne à la vie”.

Infatti il degrado del restauro ottocentesco, eseguito con colle animali, gomma lacca e stucco a base gessosa, rende necessario un intervento di restauro moderno, che oltre a riportare a nuovo splendore l’opera di Kleophrades permetterà di indagare più da vicino anche gli aspetti tecnici della realizzazione e della decorazione del vaso.

Laura Minarini

 

Kylix attica a figure rosse
500-470 a.C. Pittore di Kleophrades 
G 818 (PU 270) Collezione Palagi, già Borselli di Sarteano