Amici del Museo Civico Archeologico di Bologna - Esagono

Associazione Culturale fondata nel 1964

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L’Istituzione Musei Civici di Bologna - Museo Civico Archeologico, eccellenza museale italiana, e il Rijksmuseum van Oudhededen di Leida, secondo museo nazionale d’Olanda, hanno firmato a gennaio 2011 una convenzione quinquennale con la quale i due musei intendono consolidare le ottime relazioni già esistenti e avviare nuovi progetti di ricerca a partire dal “Progetto Horemheb e Saqqara”.

Le collezioni egiziane dei due musei sono gemellate da sempre nel nome del generale, e poi ultimo sovrano di XVIII dinastia, Horemheb, protagonista di una carriera politica eccezionale e proprietario di tre tombe. Una prima tomba si trova nella necropoli di Tell el-Amarna, capitale d’Egitto durante il regno del faraone Akhenaton; una seconda fu costruita nella necropoli di Saqqara, nei pressi di Menfi, successiva residenza del sovrano ai tempi del giovane Tutankhamon; una terza è stata scavata nella Valle dei Re, a Tebe, dove Horemheb fu sepolto come sovrano.

La tomba di Saqqara, dalla quale provengono le sculture e rilievi di Leida e di Bologna, fu scoperta durante gli anni ’20 dell’Ottocento da ladri di tombe e da mercanti di antichità allora molto attivi in Egitto: alcuni dei rilievi più belli che adornavano le pareti furono staccati e venduti in Europa per concessione del Pascià Mohammed Ali. Quelli conservati a Bologna e che costituiscono il nucleo più importante dell’intera collezione egiziana del Museo Archeologico, furono recuperati in Egitto dal cancelliere presso il consolato d’Austria in Egitto Giuseppe Nizzoli e da lui rivenduti al pittore e collezionista bolognese Pelagio Palagi negli anni ’30 dell’Ottocento; la stele e gli otto rilievi di Leida furono acquistati a Livorno da Jean Emile Humbert sempre tra il 1827 e il 1830. Molti altri rilievi sono conservati in altri prestigiosi musei europei e americani, tra cui il Louvre e Berlino.

Inghiottita nel corso del tempo dalle sabbie, la tomba menfita di Horemheb è stata nuovamente riportata alla luce nel 1975 da una missione archeologica anglo-olandese, che negli anni successivi ne ha avviato il restauro integrativo. La collaborazione tra Bologna e Leida permetterà il completamento del restauro integrativo di questa importantissima sepoltura e l’avvio del restauro integrativo della tomba di Ptahemuia che il Rijksmuseum van Oudheden di Leida ha scoperto nel 2007 e della quale il Museo Archeologico di Bologna possiede un rilievo significativo.

Il "Progetto Horemheb e Saqqara" che prende avvio dal restauro integrativo della seconda tomba di questo importante personaggio, non sarebbe stato possibile senza la sponsorizzazione del CISE (Centro Italiano di Studi Egittologici) e del Rotary di Imola, che sosterranno i costi della duplicazione dei rilievi. A questi amici imolesi si sono poi aggiunti con entusiasmo gli Amici del Museo Civico Archeologico – Esagono, che a loro volta si stanno impegnando nel fund raising necessario a sostenere l’iniziativa.

 

Daniela Picchi