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Il sistema delle acque che ha caratterizzato la citta di Bologna fra i secoli XII-XIX continua a suscitare l'interesse non solo degli studiosi, ma di tanti cittadini che continuano a restare affascinati nell'immaginare la propria città solcata da corsi d'acqua. Le numerose pubblicazioni, scinetifiche e divulgative, testimoniano questo grande interesse. Anche gli interventi del Comune di Bologna e di soggetti privati hanno confermato la volontà di tutelare ciò che resta di quel sistema: a partire dalla seconda metà degli anni '80 del XX secolo, il Comune di Bologna avviò il recupero della centrale idroelettrica al Cavaticcio (1987-94), la bonifica del corso sotterraneo dell'Aposa e di tratti di canale di Reno ancora scoperti, oltre a numerosi interventi di bonifica e di manutenzione delle aree lungo il Reno.

Nel 2000 la Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna realizzò un intervento che consentì l'accesso e la percorribilità del tratto sotterraneo dell'Aposa da piazza Minghetti a piazza S.Martino; nel 2003, la stessa Fondazione finanziò il progetto di riportare alla luce le acque a porta Galliera posizionandovi anche un moderno ponte, mentre nel giugno 2004 portò a termine il restauro del seicentesco Ponte Nuovo detto anche "Ponte della Bionda", in via dei Fornaciai.

Ora si attende che un'illuminata amministrazione comunale si impegni per tutelare, restaurare e rendere fruibile ciò che resta delle presenze architettoniche del lungo Navile, come la centrale del Battiferro, le conche, i sostegni, i ponti.

Il sistema dei canali derivati dal Reno e dal Savena e le relative chiuse, il torrente Aposa, la Salara ed il rilevantissimo tema dell'approvvigionamento del sale, l'industria della seta che diede lavoro a migliaia di persone e fece crescere la cultura tecnologica ed imprenditoriale, il porto di Bologna, il sistema dei sostegni, l'opificio di via della Grada, il grande problema dell'acqua potabile da esigenza a servizio pubblico, le curiose vicende della cisterna di Valverde: tutto ciò continua a suscitare la curiosità e l'interesse di tantissimi cittadini che hanno compreso che il benessere attuale di Bologna deve tantissimo a quel formidabile reticolato d'acque realizzato a partire dalla fine dl secolo XII.

 

Marco Poli