Amici del Museo Civico Archeologico di Bologna - Esagono

Associazione Culturale fondata nel 1964

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Dall'Egitto alla Mesopotamia. Una nuova collezione di antichità vicino orientali al Museo Civico Archeologico di Bologna

Di Paola Giovetti, Daniela Picchi, Gianni Marchesi

Tratto dal Notiziario n°22 (Febbraio/Giugno 2017)

La storia dei musei bolognesi ebbe inizio cinque secoli fa per il forte interessamento di alcuni privati cittadini – e, di fatto, di tutta la comunità locale – alla creazione di un patrimonio culturale pubblico. Ancora oggi, a secoli di distanza e non meno sorprendentemente, questo lascito viene incrementato dalle donazioni di quei bolognesi che decidono di rendere fruibili le loro personali raccolte, condividendo al tempo stesso passioni culturali e forti esperienze di vita.

Sono queste le motivazioni che hanno indotto Monsignor Nevio Ancarani, del Capitolo Metropolitano di San Pietro, a donare generosamente al Museo Civico Archeologico di Bologna una prestigiosa collezione di 196 reperti archeologici, databili tra il IV e il I millennio a. C., la cui area di provenienza si estende dall’Egitto alla Mesopotamia. La raccolta, creata nella prima metà del ‘900, trae origine da alcuni prolungati soggiorni di Monsignor Ancarani nei territori del Vicino Oriente e dalla sua inesauribile curiosità per le scritture antiche.

Il Museo Civico Archeologico di Bologna si arricchisce così di nuove antichità egizie, tra le quali meritano attenzione un paio di frammenti lapidei di stele votive o funerarie, alcune statuette ushabti, qualche scarabeo e vari amuleti, oltre a un cono funerario. Quasi tutti gli oggetti recano iscrizioni in caratteri geroglifici.

Dalla Mesopotamia e dal Levante proviene invece il nucleo più significativo della raccolta, che annovera figurine fittili databili dal Calcolitico (fine del IV millennio a. C.) all’Età del Ferro (I millennio a. C.), sigilli cilindrici e a stampo, coni, chiodi e tavolette d’argilla iscritti con testi sumerici o accadici in scrittura cuneiforme. Sono in particolare queste ultime classi di manufatti, molto rare nelle collezioni pubbliche italiane, a rendere la donazione Ancarani particolarmente importante per il Museo che, a breve, ne esporrà una selezione nella Sezione Egizia, grazie anche al sostegno economico dell’Associazione Amici del Museo Civico Archeologico di Bologna - Esagono. Il catalogo dell’intera raccolta sarà pubblicato in stretta collaborazione con l’Università degli Studi di Bologna – Alma Mater Studiorum.

La collezione di testi in cuneiforme è estremamente varia, sia tipologicamente che cronologicamente. Tra questi si contano varie iscrizioni regali. Un cono in argilla con iscrizione in sumerico di Lipit-Eshtar, quinto sovrano della Prima Dinastia di Isin (XX secolo a. C.), rappresenta forse l’oggetto di maggiore rilevanza scientifica dell’intero nucleo. Il testo, che celebra la costruzione del palazzo regale dello stesso Lipit-Eshtar, era sì già noto, ma solo tramite una trascrizione dall’unico altro esemplare finora conosciuto, e mai pubblicato. Sempre in sumerico, e altrettanto interessante, è un testo inciso su un chiodo in argilla a nome di Enmetena, signore della città-stato sumerica di Lagash (ca. 2450 a. C.), che contiene la più antica menzione di un patto di ‘fratellanza’ tra sovrani indipendenti della Mesopotamia, oltre a commemorare la costruzione del tempio Emush nella città di Badtibira per la coppia divina Inana e Lugalemusha. Altri coni o chiodi d’argilla ci informano delle opere di altri sovrani, come il famoso principe Gudea di Lagash (ca. 2150 a. C.), o Ishme-Dagan di Isin (XX secolo a. C.).

Non meno rilevante è la collezione di tavolette, perlopiù testi a carattere amministrativo o legale, che coprono un arco cronologico che va dal periodo della Terza Dinastia di Ur (XXI secolo a. C.) a quello neobabilonese (VI secolo a. C.). Tra queste, la lettera di un mercante assiro (XIX secolo a. C.) e l’esercizio scolastico di un allievo di una scuola scribale paleo-babilonese (XVIII secolo a. C.) sono di particolare interesse.

L'inaugurazione della mostra dei reperti della Collezione Ancarani, è stata posticipata da Aprile 2017 al prossimo autunno, quando si terrà anche un ciclo di incontri come presentazione della stessa..