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Furto di Santi

Di Maurizio Cavazza

Tratto dal Notiziario n°22 (Febbraio/Giugno 2017)

A margine della conversazione sulle “Antiche Croci di pietra della Bologna del ‘200” può essere simpatico ricordare le vicende un po’ particolari legate alla croce conservata nella chiesa dei SS. Vitale e Agricola che si può raccontare come una vicenda di “Furto di Santi”.

La Croce dei Santi Aggeo, Caio ed Ermete, nel 1303, a cura della potente famiglia dei Sabatini, venne eretta al centro della via S. Vitale (all’incirca dove oggi è l’incrocio con via Guido Reni, di fronte alla chiesa dei SS. Vitale e Agricola) una cappellina che conteneva una colonna sormontata da una croce in marmo, a ricordo del luogo del martirio dei SS. Ermete, Aggeo e Caio, avvenuto durante la persecuzione di Diocleziano all’inizio del IV secolo. Il Comune donò quattro colonnette da porre agli angoli dell’edicola. Si disse poi anche che era stato il santo Vescovo Eusebio ad avere ritrovato nel 386 i corpi dei Martiri; a somiglianza del ritrovamento dei corpi dei SS. Vitale ed Agricola da parte di S. Ambrogio.

La cappella fu oggetto di molta devozione e questa si accrebbe quando il 13 giugno 1666 tramite la potente famiglia veneta degli Zabarella (che erano divenuti, per eredità e matrimoni, patroni della cappella) fu posta in essa anche una reliquia di S. Antonio da Padova. La cappellina rimase fino al tempo di Napoleone quando fu abbattuta per problemi di traffico e la colonna e la croce trasferite all’interno della chiesa dei SS. Vitale e Agricola dove sono tuttora. Nel trasloco, nella successiva eliminazione della chiesa di SS. Vitale e Agricola e nella sua riconsacrazione, la reliquia di S. Antonio, affidata alla Cattedrale di S. Pietro, andò perduta.

Così la cronaca, non diversa, con i suoi fulgori e disgrazie, da altre consimili legate a luoghi di devozione sconsacrati e trasferiti.

Ma c’è una curiosità del tutto peculiare nella vicenda della Croce dei SS. Ermete, Aggeo e Caio. Se si consulta l’elenco dei Santi della Chiesa bolognese troviamo Vitale, Agricola, Procolo, Floriano a altri santi degli albori del Cristianesimo, ma non Ermete, Aggeo e Caio. Che peraltro sono nell’elenco ufficiale dei Santi della Chiesa Cattolica. Come mai?

Perché questi tre a Bologna non ci sono mai né vissuti, né tanto meno vi sono morti, né vi sono stati martirizzati e seppelliti: i Bolognesi li hanno letteralmente, innocentemente “rubati”… Tutto nasce da uno scritto dello stesso monaco che nel 1180 pubblicò in latino la storia di S. Petronio. Quel monaco scrisse, riferendosi probabilmente a un precedente documento, che durante il regno di Diocleziano i tre protagonisti di questa storia furono martirizzati: “in Oriente Bononia”. Che si traduce: “A Bologna, in Oriente”. A quei tempi nessuno aveva la conoscenza di una località di nome Bononia che non fosse la nostra. E con una certa disinvoltura linguistica si tradusse: “A Bologna, nella sua parte orientale” (*). La parte orientale di Bologna era proprio quella della via Salara (poi Ravegnana, poi S. Vitale), dove negli stessi anni di Ermete, Aggeo e Caio erano stati martirizzati Agricola e Vitale. Che era la zona dell’Arena, della quale al tempo del monaco molto probabilmente restava ancora qualche traccia. E fu naturale trarre la conclusione che anche Aggeo, Ermete e Caio avessero testimoniato la loro fede col martirio nei pressi dell’Arena. Probabilmente nel luogo eletto dai Bolognesi a luogo del Martirio furono trovate ossa, o forse già c’era una croce o altro segno di pietà religiosa messa lì chissà quando e chissà perché ; non ci è dato ora di saperlo, ma l’identificazione del luogo come luogo del martirio avvenne e portò alle vicende su esposte. “I martiri divennero così bolognesi di fatto, anche se non di diritto. E pensiamo senza ombra di irriverenza che avranno accolto con indulgenza e lieta benevolenza questa specie di cittadinanza onoraria e il culto affettuoso e costante che ad essi ne derivò” (Amedeo Benati) (**).

Tuttavia, a ulteriore complicazione della cosa, nell’elenco dei Santi e Beati della Chiesa Cattolica l’unico S. Aggeo che viene venerato non è un martire dei primi secoli cristiani bensì un profeta minore ricordato nel Vecchi Testamento. Chissà dove lo ho avrà scovato il cronista del 1180?

 

(*) Già da parecchio tempo si è identificato la “...in Oriente Bononia” con la località di Bonaistir in Mesia, (oggi territorio bulgaro nel distretto di Vidin)

(**) Nella revisione dei calendari diocesani del 1925 i tre santi furono tolti dal calendario bolognese. Tuttavia per la antichità della tradizione e le pressanti richieste del parroco di S.Vitale furono di nuovo inseriti nel calendario bolognese e la loro festa liturgica è il 4 gennaio.