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Una guerra quasi dimenticata

Di Giulio Vitali

Tratto dal Notiziario n°23 (Gennaio/Giugno 2018)

La prima volta che sentii nominare la Grande Guerra, avevo poco più di 5 anni, chi me ne parlò, era un vicino di casa, allora molto anziano, che l’aveva combattuta. Da quel momento passarono altri 5 anni prima di tornare a sentirne parlare in maniera molto approssimativa, ero alle scuole elementari. Questa approssimazione fu per me di grande stimolo, a ricercare e a documentarmi, inizialmente per tutta la parte militare, che allora ritenevo più affascinante, ma che ben presto, vista la tragicità degli eventi, passò in secondo piano rivolgendo la mia attenzione soprattutto verso i cambiamenti che portò un evento così nefasto per tutto il mondo.

Cambiamenti epocali, un'accelerazione tecnologica fino ai tempi inimmaginabile, “un salto nel moderno”. Un cambio di passo, molto più veloce che nel passato, soprattutto per le donne che per la prima volta dovettero uscire di casa in massa, per sostituire gli uomini, svolgendo i lavori che fino ad allora erano prettamente maschili, dando vita alla prima grossa emancipazione femminile. Le popolazioni civili che vivevano lontano dalle zone di guerra, dovettero combattere a loro volta una guerra parallela che si sarebbe rivelata non sanguinosa, come quella del fronte, ma allo stesso tempo molto cruenta, per via delle privazioni dovute al razionamento del cibo e per accogliere le popolazioni civili sfollate dai luoghi di combattimento. Vennero creati ospedali per curare i militari feriti, alcuni dei quali tuttora esistenti.

Mi trovo concorde nel definire la Grande Guerra, come “l’ultima guerra antica combattuta con armi moderne”. Di fatto, agli assalti di cavalleria di napoleonica concezione vennero contrapposti i mezzi meccanici, che fecero per la prima volta la loro apparizione sui campi di battaglia, vennero utilizzati veicoli a motore per trasportare truppe e materiale da e per il fronte, e i gas tossici che in alcune battaglie fecero più vittime delle armi da fuoco. Il mezzo aereo entrò di prepotenza in battaglia ed in mare molte navi vennero affondate dai sommergibili. Una guerra totale che venne combattuta in ogni luogo, dalle profondità del mare agli oltre 3000 metri delle Alpi, contemporaneamente in Europa, Asia ed Africa. Una guerra che portò per la prima volta il popolo italiano (fino ad allora unito solo sulla carta) ad unirsi, per combattere con spirito ed abnegazione, per la stessa bandiera.