Amici del Museo Civico Archeologico di Bologna - Esagono

Associazione Culturale fondata nel 1964

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Si è felicemente conclusa, con un buon numero di votanti, l'Operazione Restauro, il concorso a votazione cartacea e digitale ideato dall'Associazione per coinvolgere il pubblico del Museo nella scelta di un oggetto bisognoso di restauro, di cui finanziare il recupero.
E' proprio il caso di dire che, tra i sei "concorrenti", proposti dalla Direzione, il vincitore è il classico outsider, come in tutte le competizioni sportive che si rispettino. Credo che nessuna di noi, archeologhe del Museo, si aspettasse che il miliario della via Emilia, recante inciso il nome di Marco Emilio Lepido, se la potesse giocare alla pari con un cratere attico a figure rosse, e che la spuntasse per un considerevole numero di voti cartacei in più.
La sua massicciaimponenza, accentuata dalla pietra trachitica in cui è scolpito, è quasi pari, infatti, alla sua mancanza di valore estetico, neppure paragonabile al fascino classico di un vaso greco.

E del resto, compito del miliario non era certo quello di essere bello.
Ciò che contava era la sua funzionalità: doveva essere visto, anche in lontananza, da chi nel corso del suo viaggio voleva accertarsi di essere sulla strada giusta ed era desiderosoo di sapere quanti miglia mancavano alla sua destinazione o quante ne aveva percors, il tutto di solito calcolato a partire da Roma.
Ho provato ad immaginare lem otivazioni che hanno portato i frequentatori del Museo a preferire proprio questo oggetto, certo il meno "attraente" tra tutti quelli proposti.
E' stata forse l'eco di una quotidianità antica, che il miliario porta con sè, la quale si riflette in gesti in cui ancora oggi, percorrendo le strade, ci ritroviamo. O forse, il nome che reca inciso, quello di Marco Emilio Lepido, che evoca non solo la via da lui rettificata, ma un intero territorio, la nostra Regione.
O ancora, probabilmente, la volontà di riportare l'attenzione sul cortile del Museo, dove il miliario è collocato, e che rappresenta il più importante archivio di pietra di Bologna romana. I motivi possono essere stati tutti o nessuno di questi.
In ogni caso, a partire dal prossimo autunno, la restauratrice Cristina del Gallo ripulirà dalle creoste nere dovute all'inquinamento e dagli escrementi dei piccioni il nostro miliario, che tornerà così più degnamente a perpetuare la memoria del console Emilio e a ricordare che là dove era stato infisso, nei pressid i Castel San Pietro, mancavano 15 milia per arrivare a Bologna e 268 (circa 397 km) fino a Roma.
E di questo la Direzione del Museo è grata all'Associazione Amici del Museo-Esagono.

 

Marinella Marchesi