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Vi presentiamo la prima parte della sintesi della conferenza dal titolo: “IL FORTE GALLIERA E LA NASCITA DELLA MONTAGNOLA. La parte settentrionale della città dal 1300 ad oggi: attraverso i secoli cinque fortificazioni, una discarica, un bosco di gelsi, un pubblico passeggio e infine un giardino”, a cura di Maurizio Cavazza. Abbiamo deciso di scindere in due parti la sintesi, parlando prima del Forte di Galliera e poi della Montagnola.

 

“Il Forte di Galliera”

Fra la scalinata del Pincio e la stazione delle autocorriere si vedono i ruderi di un edificio alto e diroccato.
E’ quanto resta della Rocca di Galliera, area fortificata a ridosso delle mura.
In pratica una cittadella militare come, internamente od esternamente alla cinta muraria, avevano molte città. Ciò che vediamo sono i resti della Rocca di Galliera che fu distrutta dai bolognesi nel 1511.
Per la quinta volta!!
Cioè cinque volte qualcuno (un  Papa) costruì una cittadella fortificata a Bologna nella zona di Porta Galliera  e cinque volte i Bolognesi la abbatterono. Come esempio di ostinazione da ambo le parti non c’è male…
Andiamo per ordine.

1327 - Il papa, Giovanni XXII, sta ad Avignone, ma vuole riprendere il controllo dei suoi territori italiani, che si stanno spezzettando sotto tanti signorotti locali.
Invia il Cardinal Bertrando del Poggetto, suo nipote, che viene accolto bene a Bologna.
Bertrando ha bisogno di una forte base operativa in Italia e per ingraziarsi i bolognesi annuncia che Bologna sarà la nuova sede del Papato al posto della corrotta Avignone, prima del ritorno definitivo a Roma.
E inizia la costruzione nei pressi di Porta Galliera di un grande edificio, la futura sede papale.
Ma ben presto i Bolognesi si accorsero che in realtà si tratta di una grande fortezza (200 passi x 300) e per di più approntata non per difendere la città, ma per difendersi dalla città!
I bolognesi, insofferenti all'idea di un dominio diretto della Chiesa sulla città, si ribellarono.
Guidati dai Gozzadini, al grido di "Muoia il legato e tutti i quercinensi" (da Quercy, città di origine di Bertrando), il 28 marzo 1334 espugnarono definitivamente il castello, cacciarono il cardinale, infransero il suo progetto e distrussero il palazzo-fortezza.
E uno.

1404 - Il Cardinal Legato Baldassarre Cossa fa ricostruire, in dimensioni meno vaste, la rocca.
Nel 1410 viene eletto Papa, prende il nome di Giovanni XXIII: in realtà è un Antipapa.
1411 - Rivolta guidata da Pietro Cozzolino, resa della rocca di Galliera, governo popolare; abbattimento a furor di popolo.
E due.

1414 - Giovanni XXIII ci riprova: terzo castello, ma due anni dopo nel 1416 c’è una nuova insurrezione contro il prelato e un nuovo assedio alla rocca.
La resa è contrattata col comandante del forte (con fior di ducati), poi la gente “…con tanto ardore si mise a ruinarlo che in pochi giorni fu tutto un fracasso”.
E tre.

1435 - Papa Eugenio IV fa ricostruire la Rocca.
Sono gli anni turbinosi dell’affermazione di Anton Galeazzo Bentivoglio e poi di suo figlio Annibale, dello scontro con Niccolò Piccinino, e infine della vittoria di Annibale.
1443 - Piccinino e i suoi si chiudono nella Rocca, e si arrendono due mesi dopo.
I bolognesi che fanno? La distruggono.
E quattro.

1507 - Papa Giulio II, dopo la fuga dei Bentivoglio, si impossessa della città e subito ordina la ricostruzione della Rocca di Galliera, in grande stile: alla posa della prima pietra sono presenti 23 Cardinali, si sono consultate le stelle, viene lanciato l’anatema contro chi danneggerà il castello.************

Nel 1511 effimero ritorno dei Bentivoglio; vengono abbattute le statue di Giulio II (fra cui quella di Michelangelo in bronzo che era sulla facciata di San Petronio) e viene distrutta la rocca di Galliera.
E cinque!

E la serie finisce qui; mai più il Papa-Re fece costruire fortificazioni contro i suoi sudditi bolognesi.
Ad ulteriore conferma che la Chiesa le cose, per capirle, ci mette un po’…
Questa la storia della Rocca di Galliera “…cinque volte levata contro la libertà bolognese, cinque volte dal popolo atterrata” (Carducci).

Oltre ai ruderi visibili qualcosa sopravvive dell’antico fortilizio.
1896 - Durante scavi effettuati per l'abbassamento del piano stradale nei pressi di porta Galliera sono trovate 70 palle per bombarde di macigno e arenaria del peso di circa 30-40 kg.
Sono probabilmente avanzi del castello fatto costruire da Giulio II.
Pochi anni dopo sotto l’edificio di via Indipendenza fatto costruire dai Maccaferri come loro abitazione e che ospitava anche il locale di ritrovo più importante della città, l’Eden (palazzo che poi sarà la sede della Società Bolognese di elettricità, poi sede dell’Enel e che ora ospita l’albergo “I Portici”), fu ritrovato un locale che altro non è che la “conserva” della antica  fortezza.
Questo locale durante i bombardamenti fu usato come rifugio privato.
Non lontano venne costruito un altro rifugio, oggi occupato da una autorimessa.