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Possono antichi reperti egiziani ispirare l'arte più recente (se non addirittura quella moderna) lasciando un'impronta indelebile nell'artista e nell'attento fruitore di opere differenti, riuscendo a dare il medesimo segnale attraverso due rappresentazioni similari per il soggetto ma estremamente differenti per i metodi utilizzati nella realizzazione? La risposta parrebbe essere si.

Vi segnaliamo quanto condiviso anche dal Museo Civico Archeologico di Bologna  (http://www.museibologna.it/archeologico/articoli/50081/offset/0/id/87088) su una indicazione fatta da un visitatore della mostra "Egitto Splendore Millenario", facendo i nostri più vivi e sinceri complimenti a chi si è accorto di tanta incredibile somiglianza in due opere così difformi per realizzazione e stile.

Ecco quanto riportato dal sito ufficiale del Museo:

"Rimasto particolarmente colpito da uno degli oggetti esposti in mostra ne ha trovato - e ci segnala - una sua fedele reinterpretazione moderna, opera di Franz Marc, uno dei padri dell'espressionismo tedesco.

Giudicate anche voi:

- sopra, il rilievo con asini, datato alla V dinastia (2504-2347 a.C.), in calcare, proveniente dalla necropoli di Saqqara e ora conservato al RMO-di Leiden. La lastra, accuratamente scolpita a bassorilievo, raffigura un gruppo di nove asini, che in origine doveva far parte di una più ampia raffigurazione a tema agricolo.

- sotto, Eselfriers (Affresco d'asini), olio su tela del 1911 di Franz Marc

 

 

Sembra davvero fuor di dubbio che Marc abbia visto  in prima persona il rilievo egiziano (che dal 1828 fa parte delle collezioni del Museo di Leiden) e ne sia rimasto impressionato al punto da riprenderlo puntualmente nel suo dipinto.

Questi asini hanno viaggiato davvero molto lontano nel tempo e nello spazio.