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Ippopotami e sirene. I viaggi di Omero e di Erodoto

 

Autore: Cantarella Eva
Editore: UTET
Genere: Saggio
Anno: 2014

Sinossi 

L'Odissea di Omero e le Storie di Erodoto: due tra le più antiche opere di viaggio della letteratura occidentale, entrambe espressione del mondo greco, eppure straordinariamente diverse l'una dall'altra. Il poema di Ulisse tratteggia l'itinerario simbolico e introspettivo di un uomo alla ricerca di se stesso, ed è la grande metafora che sta alle radici della letteratura occidentale e del nostro immaginario collettivo. Le Storie, invece, anche se permeate di informazioni favolose e poco veritiere, sono i resoconti delle ricerche e delle esplorazioni che Erodoto ha effettivamente compiuto lungo le rotte e le strade del Mediterraneo e dell'Antico Oriente. In Omero, il mondo selvaggio, al di là dei confini dell'Egeo occidentale, popolato da maghe seduttrici, giganti cannibali e Ciclopi, è modello negativo di barbarie, contrapposto ai valori della civiltà greca: a questi Ulisse, tra mille peripezie, e non senza indugiare, desidera infine fare ritorno. In Erodoto, l'orizzonte geografico si allarga a luoghi lontani e meravigliosi - la Libia, l'Iran, il Caucaso - e ai popoli che li abitano. Lo storico li osserva con l'atteggiamento di un moderno antropologo, che non crede all'esistenza di valori assoluti e civiltà superiori, ma sa che "se si proponesse a tutti gli uomini di scegliere, tra tutte, le usanze migliori, ciascuno dopo un'attenta riflessione indicherebbe le proprie". Con e-book scaricabile fino al 30-06-2014.

 

Recensione

In questo saggio la Cantarella si prefigge di confrontare l’aspetto del “viaggio” all’interno delle opere omeriche e di quella erodotea, andando anche ad analizzare le differenze dovute alla tipologia letteraria utilizzata dagli scrittori (racconto epico e trattato storico-antropologico), portandoci a capire chi potessero essere i possibili destinatari di quegli scritti e le motivazioni di alcune scelte. Per fare questo l’autrice si avvale in continuazione di esempi, con brani estrapolati dalle Storie piuttosto che dall’Odissea svariando in vari macroargomenti che compongono i capitoli di questo libro.

Vengono quindi analizzate le caratteristiche grece e come si relazionavano questi coi cosiddetti “barbari”, si analizza la geografia, le credenze, le tipologie di società e di sistemi politici dei diversi popoli citati e si cerca di arrivare a discernere tra le cose vere, verosimili o immaginarie scritte dai due autori, cercando anche di dare una spiegazione del perché sia stata fatta quella scelta piuttosto che un’altra.

E’ un libro facile da leggere e coinvolgente, per chiunque abbia letto o conosca gli scritti di Erodoto e di Omero, ma anche chi non avesse una formazione classica, può comunque comprendere chiaramente la disamina della Cantarella, grazie ai già citati stralci tratti dalle fonti e grazie alla buona contestualizzazione che l’autrice fornisce ad ogni suo ragionamento. Per l’appassionato di Omero ed Erodoto, questo saggio può essere utile ad una maggiore comprensione delle loro opere, in quanto fa spostare l’attenzione su quando i due scrittori volessero “celare” dietro ai “semplici” racconto epico e resoconto storico in cui cataloghiamo questi scritti.