Amici del Museo Civico Archeologico di Bologna - Esagono

Associazione Culturale fondata nel 1964

Messaggio
  • EU e-Privacy Directive

    This website uses cookies to manage authentication, navigation, and other functions. By using our website, you agree that we can place these types of cookies on your device.

    View Privacy Policy

    View e-Privacy Directive Documents

    You have declined cookies. This decision can be reversed.

Reperti del Museo

Immagini accompagnate da schede tecniche di reperti del nostro Museo Civico Archeologico di Bologna.

Gruppo scultoreo di Mainekhet e famiglia 

Materiale: Calcare con tracce di pittura
Provenienza: Tebe (?), Egitto. Collezione Palagi
Periodo: Prima metà delle XVIII dinastia (1539-1400 a.C.)

Il gruppo presenta cinque figure  ad altissimo rilievo che rappresentano la famiglia di Mainekhet “lo scultore di Amon”. Oltre al capo famiglia sono presenti la moglie Ameneminet, i figli Thutmosis e Pascedu e la figlia Henuttaneb, mentre è solo menzionato nell’iscrizione il quarto figlio Kheref. L’opera è molto probabilmente stata eseguita dallo stesso Mainekhet e denota un sapiente uso dei colori ed un senso equilibrato della composizione che si ritrova nelle diverse altezze dei personaggi e nell’affettuoso intrecciarsi delle braccia dei due coniugi.

Tratto da "Guida al Museo Civico Archeologico di Bologna" (edizione 2009)

Lucerna bilicne a volute con raffigurazione di Vittoria 

Materiale: Terracotta
Provenienza: Collezione Palagi
Periodo: Età giulio-claudia, I secolo d.C.

Questa lucerna a due luci (bilicne) è caratterizzata da una raffinata decorazione sul disco in cui compare una Vittoria con i classici attributi della corona d’alloro e della palma da consegnare al vincitore. L’ansa è modellata a crescente di falce lunare. Le lucerne di questo tipo sono classiche del primo secolo dell’Impero e traggono il nome dalle due volute ai lati del becco.

Tratto da "Guida al Museo Civico Archeologico di Bologna" (edizione 2009)

Stele funeraria di Lucio Statorio Batillo 


Materiale: Calcare
Provenienza: “Muro del Reno”, Bologna
Periodo: I secolo d.C.

La stele, che mostra un timpano con raffigurata una testa di Gorgone, è dedicata a L. Statorius Bathyllus dal suo liberto Trophimus insieme alla moglie di questi Naevia Secunda e da un amico P. Messius Calvio. La parte inferiore della stele mostra un archipendolo ed alla sua destra un compasso, vicino a cui sono indicate le misure del sepolcro (largo XVI piedi e profondo XX). I due strumenti potrebbero avere un antico significato simbolico dell’inviolabilità sepolcrale, ma più probabilmente fanno riferimento al lavoro svolto dal defunto. Statorio e Trofimo furono seviri, piccoli funzionari locali con mansioni civili e religiose.

Tratto da "Guida al Museo Civico Archeologico di Bologna" (edizione 2009)

Stele funeraria dei Corneli

Materiale: Calcare
Provenienza: Gavaseto di San Pietro in Casale, Bologna
Periodo: Seconda metà del I secolo a.C. – fine I secolo d.C.

Monumentale stele a forma di tempio stilizzato con tre personaggi a figura intera in posizione frontale: l’uomo anziano a sinistra indossa una toga, le due donne una tunica ed una palla, la donna al centro del rilievo ha il capo coperto. In corrispondenza di ciascun personaggio vi è incisa una lettera che ci fa capire che l’uomo e la donna al centro al momento della realizzazione della stele fossero vivi (lettera V) e la terza figura rappresentasse una donna già defunta (lettera greca θ). Sull’epistilio vi sono scritti i nomi dei tre personaggi rappresentati, che sono Cornelius Hermia, Fullonia Officiosa, Cornelia Prisca, e tutti e tre erano dei liberti. Prima di essere esposto al Museo, questo importante monumeto funebre era inserito nel paramento murario della basilica di San Petronio dove venne danneggiato dai francesi nel 1796 che ne scalpellarono la scena rappresentata nel timpano pensando che fosse uno stemma nobiliare.

Tratto da "Guida al Museo Civico Archeologico di Bologna" (edizione 2009)

Stele funeraria di Vel Kaikna

Materiale: Arenaria
Provenienza: Necropoli dei Giardini Margherita, Bologna
Periodo: Seconda metà del V secolo a.C.

Questa stele è scolpita su ambo i lati. Su di una faccia si trova l’immagine di una grande nave da guerra etrusca in navigazione; si riconoscono il timoniere, due guerrieri con corazza, una figura ammantata e tre teste di rematori. Il defunto, che probabilmente è il personaggio col mantello, forse rivestiva il ruolo di comandante di una flotta in Adriatico, tesa alla difesa delle rotte commerciali etrusche con la Grecia che facevano capo al porto di Spina.

L’altro lato della stele, mostra anche la scritta “(io sono) la tomba di Vel Kaikna”, è diviso in quattro fasce orizzontali in cui si distinguono: il viaggio su un carro del defunto nell’aldilà e scende di solenni giochi sportivi celebrati in onore del defunto. La stele si caratterizza oltre che per il suo contenuto anche per le notevoli dimensioni. La nostra Associazione, con la supervisione del Prof. Bonino, ha ricostruito un modellino della nave etrusca qui rappresentata.

Tratto da "Guida al Museo Civico Archeologico di Bologna" (edizione 2009)