Amici del Museo Civico Archeologico di Bologna - Esagono

Associazione Culturale fondata nel 1964

Messaggio
  • EU e-Privacy Directive

    This website uses cookies to manage authentication, navigation, and other functions. By using our website, you agree that we can place these types of cookies on your device.

    View Privacy Policy

    View e-Privacy Directive Documents

    You have declined cookies. This decision can be reversed.

Oreficerie “etrusche” dell'800. La collezione Castellani.

Nelle splendide sale del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma le “oreficerie” suscitano da sempre un vivo interesse nel pubblico dei visitatori. In tutto esse assommano a circa 1500 oggetti, tra “antichi” ovvero archeologici, e “moderni” prodotti cioè nel XX secolo dagli orafi Castellani, il cui epigono Alfredo, più mecenate che orafo, volle donare ora al Museo Nazionale Romano, ora al Museo di Villa Giulia.

I Castellani “orafi” rappresentano non solo una testimonianza di raffinata produzione artigianale, ma anche un capitolo di storia del collezionismo dell'8-900.

E' Fortunato Pio, capostipite della famiglia, che inizia ad acquistare esemplari archeologici isolati, da usare quali modelli “ispiratori”, per una più ampia gamma di produzione di gusto neoclassico, nella seconda metà dell'800.

L'impulso al collezionismo nasceva però dall'episodio della vendita della collezione del Marchese Campana, la cui redazione del catalogo fu curata proprio da Castellani.

Fortunato Pio apre un negozio a Roma in Via del Corso, stringe amicizia con noti studiosi con i quali studia i processi chimici per ottenere il cosidetto oro giallone, dall'intenso colore giallo dei gioielli antichi, inoltre acquisisce la raffinata tecnica della granulazione.Si lega a Michelangelo Caetani, Duca di Sermoneta, ed avvia una fortunata carriera, con acquisti di preziosi antichi.

Gli saranno accanto i figli Augusto ed Alessandro, fondando di fatto una famiglia-dinastia.

Tutti profondi conoscitori della loro arte, scelsero i loro acquisti con occhio di connaisseur, con notevoli capacità di distinguere il vero dal falso. Ancora oggi, sul mercato antiquario e nelle vendite d'asta, compaiono splendidi esemplari usciti dalla bottega Castellani, ben riconoscibili dallo stile e dal gusto della famiglia e dal marchio di fabbrica: due lettere C intrecciate tra loro.

Giandomenico Belvederi

 

 

E' inoltre notizia di pochi giorni fa, il furto avvenuto proprio nel Museo etrusco a Villa Giulia a Roma. Il colpo è fruttato alcune collane che erano riproduzioni di una parte delle collezione di gioielli dell' '800, ma i ladri (probabilmente non dei professionisti) hanno lasciato nel museo degli oggetti di molto più alto valore. Difficile sarà però scoprire chi sia stato a fare il colpo, dato che le immagini delle telecamere sono offuscate per l'effetto di fumogeni accesi dai ladri.