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L’Antico Egitto nell’Osireion di Abydos
Si tratta di una mostra che fino a poche settimane fa era allestita presso la Scuola Grande di San Giovanni Evangelista, a Venezia. Realizzata dal fotografo veneziano Paolo Renier, principalmente in collaborazione con il Museo Egizio di Firenze e l’Associazione italiana Friends of Abydos, la mostra colpisce per la sua accuratezza e precisione. Attraverso un percorso che si snoda tra gigantografie e imponenti pannelli, i visitatori, aiutati anche da testi esplicativi, da accurate piantine e quattro brevi filmati, riescono a camminare virtualmente in questo sito davvero superbo e ben conservato. Abydos sorge a 20 km ad est del corso del Nilo e si trova a 550 km a sud del Cairo e a 80 km a nord da Luxor. Gli scavi archeologici testimoniano che il luogo è stato lungamente utilizzato:
a) nella parte più antica sono stati trovati reperti e sepolture risalenti ai periodi predinastico e proto dinastico,
b) un’imponente cinta muraria di mattoni crudi a delimitare (presumibilmente) un luogo di culto risale alla II dinastia,
c) resti del tempio di Osiride alle spalle di laghi a lui sacri contribuiscono al grande mistero del “villaggio sepolto”(il significato del nome arabo di Abydos),
d) il tempio di Ramses II consacrato ad Osiride e ad Amon-Ra dallo stesso faraone, costruito in arenaria con inserti in granito, su alcuni pareti conserva meravigliosi decori con ancora colori vivi e intensi che lasciano immaginare la sontuosità che il tempio trasmetteva,
e) il tempio di Sethi I, padre di Ramses II, presenta sette sacrari e i cartigli dei 76 faraoni precedenti (sui quali gli studiosi hanno ricostruito la giusta successione dinastica),
f) infine, sepolto nella sabbia e sommerso nelle acque, l’Osireion, costruzione unica in tutto l’Egitto non ancora completamente interpretata dagli archeologici, che nella così detta Camera del Sarcofago disvela, nel soffitto a schiena d’asino, una sublime rappresentazione astronomica e religiosa della XIX dinastia. In mostra, questa stanza è perfettamente fruibile dai visitatori, in quanto riprodotta interamente dalle mirabili fotografie in scala 1:1 del Renier che permettono di godere appieno dei dettagli di queste raffigurazioni, dato che in situ la Camera è allagata e difficilmente raggiungibile ed illuminabile.
Questa mostra, frutto della passione per i viaggi, l‘Egitto e l’archeologia del suo curatore, mette in chiara evidenza l’importanza storica e la bellezza artistica di questa zona dell’Antico Egitto meno conosciuta.