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"L'occhio di Masaccio", ecco un bell'esempio di come raccontare, in maniera coinvolgente, la storia e l'arte.
Il video nasce da un' idea di Paola Pacetti che ne cura anche la scenografia. Paola Pacetti, bolognese D.O.C., da molti anni è impegnata nel campo della divulgazione scientifica e della salvaguardia del patrimonio artistico in Italia, nonchè ideatore e direttore dell'Associazione "Museo dei Ragazzi" a Firenze dove ha avuto anche incarichi di consulenza per il sistema museale civico.
Il video è dedicato al ciclo pittorico della Cappella Brancacci nella Chiesa di S. Maria del Carmine di Firenze, dove è raffigurata la storia della vita di S. Pietro. La chiesa, fondata nel 1268 come oratorio dove venerare l'immagine della Madonna del Carmine, è da subito meta di fedeli che nel corso degli anni contribuiscono a ingrandirla e ad arricchirla. Molti sono i devoti, anche facoltosi, che la frequentano, come il ricco mercante Pietro Brancacci che è titolare di una cappella fin dal 1386. A seguito delle sue disposizioni testamentarie il figlio Felice Brancacci, mercante di sete e console del mare, fa costruire la cappella nel transetto destro della chiesa e nel 1422 ne diventa patrono. E' nel 1424 che commissiona ai pittori Masolino da Panicale e a Tommaso Cassai, detto Masaccio, la decorazione della cappella con il ciclo dedicato alla rappresentazione della vita di S. Pietro. Nella scelta di questo tema pittorico, con ogni probabilità, i frati Carmelitani hanno il loro peso politico.
Masolino e Masaccio lavorano agli affreschi in gran sintonia. Per evitare una frattura stilistica fra una parete e l'altra si alternano scambiandosi la postazione di lavoro, non solo, l'insieme è ulteriormente unificato anche grazie all'utilizzo di un'unica gamma cromatica.
Con la morte di Masaccio nel 1428 a soli 27 anni e l'esilio dei Brancacci attorno al 1430, dovuto a uno scontro con gli interessi dei Medici vincitori nella contesa politica cittadina, i lavori nella cappella vengono sospesi.
Solo con la riamissione della famiglia Brancacci a Firenze, nel 1480, la decorazione della cappella può essere portata a termine con l'intervento di Filippino Lippi che, per non creare disarmonie con i capolavori già realizzati, deve necessariamente temprare il suo stile di pittura.
Nel corso dei secoli nella cappella vengono effettuati vari interventi di restauro e pulirura degli affreschi. Nel 1771 la cappella viene danneggiata da un grave incendio che devasta la chiesa, gli affreschi, anche se anneriti si salvano e vengono successivamente ripuliti. Il restauro vero e proprio ha luogo fra il 1983 e il 1990 al termine del quale viene rivelata, nello stupore internazionale, una cappella "inedita" restituita ai brillanti colori di Masaccio, ai chiari e soffusi cromatismi di Masolino e alla parte riconoscibile dell'intervento di Filippino Lippi.
E' la meraviglia che possiamo ora ammirare nel suo pieno splendore!

Graziella Scala