Amici del Museo Civico Archeologico di Bologna - Esagono

Associazione Culturale fondata nel 1964

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Il 25 settembre 1881 il Senatore Giovanni Gozzadini, Direttore Generale, inaugurò il Museo Civico Archeologico di Bologna in concomitanza con il Congresso Internazionale di Geologia, con un discorso, letto peraltro da Luigi Frati, Direttore della Biblioteca dell'Archiginnasio, dato che il Gozzadini non fu presente per l'improvvisa scomparsa della moglie.

L'evento ebbe grande risonanza -l'Illustrazione italiana "Bononia docet davvero, nel trasformarsi, nel rimodernarsi"- e in seguito le visite del pubblico furono numerose nonostante il Sindaco avesse deciso il biglietto d'ingresso di 1 lira. L'affluenza comunque diminuì in seguito, dino aridursi a 8/10 presenze al giorno, qualche anno dopo. Quest'avvenimento fondamentale per il patrimonio artistico e storico bolognese aveva vissuto una storia travagliata, fatta di scarsa risorse (comunali), di indecisioni e ripicche personali, di gelosie di proprietà, di abbandono di reperti (tra cui l'Athena Lemnia), di furgenti litigi tra i vari Responsabili e Direttori (Gozzadini, Brizio, Frati) senza validi progetti museografici ed espositivi. Ma dopo lunghe sofferenze si arrivò alla soluzione, peraltro espressione di volontà di valorizzare, portare a conoscenza e sistemare scientificamente le collezioni bolognesi di Storia Antica, con l'allocazione definitiva all'interno del Palazzo Galvani, già Opsedale della Morte, attiguo all'Archiginnasio. L'allestimento del Museo fu severo e razionale: alcune sale furono affrescate al fine di creare un'atmosfera ambientale, come già era al British Museum ad al Gregoriano etrusco ai Musei Vaticani. Spicca ancor oggi la decorazione del Salone X, o Galleria della Pittura Etrusca, affidata a Luigi Busi, di notevole fama, che aveva già affrescato il Teatro Comunale e del Corso e qualcosa di Palazzo d'Accursio. L'intento, con le riproduzioni dei cicli pittorici tombali di Veio, Cerveteri ed Orvieto era di affermare, per l'ambientazione ed i reperti esposti, la centralità di Bologna nel mondo etrusco, suggerita scherzosamente già nel 1874 con il "Carnevale degli Etruschi".

In quanto Amici del Museo Archeologico e Bolognesi, sentiamo riconoscenza ed affetto per questo luogo, che è stato ed è, "life enchancing": ci piace quindi ceh , dopo i festeggiamenti di Archeopolis, la nostra conferenza inaugurale di sabato 3 dicembre sia in onore del 130° anno del Museo. Ma ci si farà da parte, modestamente, come si conviene, in quanto grazie ad una trouvaille libraria, si darà lettura ad una voce del passato: il discorso del Direttore Generale del Museo Senatore Gozzadini per la solenne inaugurazione del 25 settembre 1881, a memoria ed onore di tutti quanti hanno operato ed operano per questa prestigiosa civica istituzione della nostra Bologna.

 

Giandomenico Belvederi