Amici del Museo Civico Archeologico di Bologna - Esagono

Associazione Culturale fondata nel 1964

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Il Museo Civico Archeologico di Bologna ha selezionato, all'interno delle sue collezioni, sei reperti bisognosi di restauro. Le schede tecniche di questi reperti sono state presentate su questo stesso sito negli ultimi sei mesi dell'anno 2011.
L'Associazione Amici del Museo Civico Archeologico di Bologna - Esagono, si fara' carico del restauro del reperto che ha vinto il "torneo" in stile calcistico che si è tenuto nei mesi di Gennaio/Aprile 2012.
Le votazioni sono state effettuate in due modi, una on line, con una serie di votazioni direttamente su questo stesso sito internet, ed una cartacea, grazie ad un urna che era presente presso il Museo Civico Archeologico di Bologna ed in cui potevano votare i visitatori dello stesso o i presenti alle conferenze dell'Associazione Amici del Museo Civico Archeologico di Bologna - Esagono.

In data 5 Maggio 2012 le votazioni sono finite e la vittoria se l'è aggiudicata il Miliario della via Aemilia con inciso il nome di Marco Emilio Lepido; in un prossimo futuro quindi, la Direzione del Museo farà restaurare l'oggetto in questione, grazie alla sponsorizzazione dell'Associazione.

Miliario della via Aemilia con inciso il nome di Marco Emilio Lepido

N° Inv.: inv. 19093
Datazione: 187 a.C.
Provenienza: Castel S. Pietro (Bologna)
Materiale: Trachite
Luogo di conservazione: Museo Civico Archeologico, Lapidari
Stato di conservazione: Buono, necessita di pulizia delle superfici
Bibliografia: CIL, XI, 6645 - G. Susini, R. Pincelli, Il lapidario, Bologna 1960 (1985), p. 90 n. 92

I milliari sono colonne che erano disposte lungo le strade, solitamente a una distanza di un miglio l'uno dall'altro. Il termine miglio deriva dal latino milia passuum, mille passi, per indicare una distanza complessiva di circa 1480 metri (1 passo = 1,48 metri).
Su questo miliare si trova il nome del console Marco Emilio Lepido, sotto il cui consolato venne fatta costruire la Via Emilia, che da lui prese il nome.
I miliari riportavano anche indicazioni “stradali”, come il nome della città successiva sulla strada e la distanza da essa, oppure la distanza dalla capitale: su questo esemplare si trovano indicate entrambe, la distanza da Bononia (XV miglia) e quella da Roma (CCLXVIII miglia=397 km).
Il fatto che su ogni strada dell'Impero, oltre a miliari indicanti le distanze locali, si potessero trovare anche indicazioni sulla distanza per l'Urbe, è probabilmente all'origine del modo di dire, ancora in uso, “tutte le strade portano a Roma”. Dovunque si trovassero, i viandanti potevano immaginare che, proseguendo per quella strada, sarebbero prima o poi arrivati alla Città Eterna.
Grazie all'indicazione del nome del costruttore della Via, il miliario si presenta come un'importante testimonianza delle vicende legate alla prima romanizzazione della nostra regione.