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E' stata inaugurata sabato 5 Ottobre, e sarà aperta al pubblico fino al 2 Dicembre 2012, la mostra denominata "Il Vero e il Falso. La moneta, la banconota, la moneta elettronica. 2500 anni di storia del falso monetale", presso il Museo Civico Archeologico di Bologna, in collaborazione con la Guardia di Finanza.

La mostra è esaustiva ed interessante, ed offre una lunga sequenza di monete e banconote, sempre abbinate tra loro in qualità di "Vero e Falso".
Si parte dalle monete antiche, greche e romane, e si viaggia attraverso la storia fino ad arrivare alle carte di credito, passando in rassegna medioevo e rinascimento.

Bella ed interessante la parte sulle monete delle Repubbliche nate durante i moti per l'Uinità d'Italia e divertente la parte sulle "Banconote di Fantasia", ovvero banconote in tutto e per tutto simili a quelle vere, ma che riportano scritte improbabili, come "Vale Dieci Baci, oppure "Duecento Cinquanta Gioie" (le cui immagini vedete qui ai lati).
Queste banconote venivano messe in circolazione sfruttando l'ignoranza del popolino, quasi sempre analfabeta, ed erano utilizzate perchè se si veniva trovati a metterle in circolazione, si veniva accusati di truffa e non di falsificazione...e la pena era decisamente inferiore.

Nelle varie vetrine si scoprono poi non solo i modi di falsificare la moneta attraverso un conio con materiale meno nobile, ma anche la "tosatura", ovvero la limatura della moneta, per asportarne una quantità difficilmente riscontrabile ad occhio nudo, ma che ovviamente fa diminuire il peso della moneta stessa riducendone il valore.
Si scoprono anche falsi "autentici", come nella storia dello Scandalo della Banca Romana, quando le banche della neonata Italia unificata, stamparono più moneta di quanta avrebbero dovuto, creando quindi banconote "autentiche" ma fuori legge.

Infine, è il caso di ricordare anche la storia dei falsi di Giovanni Calvino (a destra l'imitazione di un sesterzio di Caligola): nati per fare un danno al collezionismo, vendendo come antica una moneta in realtà coniata in pieno rinascimento, oggi valgono più di quelle originali, in quanto ritenute vere e proprie opere d'arte per la precisione e la qualità grafica con cui sono realizzate.

Una mostra molto interessante, ricca di contenuti oltre a quelli appena accennati, che si implementa con un opuscolo omaggio che ripercorre ogni vetrina della mostra stessa.